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Descubriendo Zaragoza…

 

E allora… da dove cominciare… una storia un po’ banale per chi non la sta vivendo come me. Una storia che si fatica a raccontare, … per il fatto che semplicemente a volte “non ci sono parole”… si vive e basta.

Ma per portare in questo mio viaggio anche le persone che non lo possono vivere assieme a me, ma che mi piacerebbe avere vicino, una piccola descrizione illustrata di quello che è stato, è e sarà il mio mondo in questi 4 mesi.

 

Da dove partire… se non dal posto dove in questi mesi passo la metà del mio tempo, lascio gran parte delle mie forze e della mia buona volontà, dove mi rendo conto ogni giorno di essere sempre più ignorante, :o) … e dove combatto perennemente il sonno a suon di caffè e testate sul banco! :o) La mia università…

Entrata a mo’ di studi cinematrografici… con questo arco che la prima volta che lo vedi ti fa scappare un wow… ma che poi diventa sempre più familiare… diventa più che altro un traguardo ogni mattina… eh sì… perché non ci sia una mattina in cui riusciamo a partire in anticipo. Quegli 11-12 minuti quasi corsi per arrivare puntuale a lezione. Freddo, vento, sonno, … strada infinita, e poi di colpo giri l’angolo e dici “ok… ci siamo riuscite anche stamattina!”… adesso… QUARTO PIANO!!! Campus universitario… un edificio per ogni facoltà… scienze, filologia, filosofia e lettere, diritto, economia… e noi bravi studenti stranieri invece nell’interfacoltà. Cuarta planta. Piano tutto per noi italiani… assieme a giapponesi, cinesi e coreani. Otto rampe di scale da quindici scalini l’una. Ci consoliamo a veder salire i tedeschi al quinto!!! Tiè..

Ogni mattina un po’ di palestra insomma… e ultimamente va anche un po’ peggio del solito… con l’arrivo del Cierzo, il vento di Zaragoza. È il primo o il secondo vento più forte della Spagna… non male. La temperatura non scende tanto in inverno, ma il vento pela… e bisogna pure camminare controvento.

L’altro giorno ero all’aeroporto… mentre aspettavo mi facevo un giro… nel negozietto di souvenirs, il banchetto informazioni turistiche,… e prendo in mano un depliant informativo su Zaragoza. “Il “Cierzo”, il famoso vento di Saragozza, pulisce l’atmosfera della città in modo che le stelle brillino come non mai”. Immaginatevi la mia faccia al momento… io avrei qualcosa da ridire. Diciamo un modo carino e poetico per dire “portatevi berretto e sciarpa che a Zaragoza non c’è verso di pettinarvi”. A parte gli scherzi… inconvenienti a parte (vedi resistenza camminando, raffreddori, otite, mal di gola,…), la fortuna di avere questo vento è di vedere solo un giorno di pioggia in due mesi che siamo qua e uscire ogni mattina con un cielo azzurro cartolina.

La città è molto carina… grande, spaziosa, viva, sicura, e c’è molto verde… così si evita di diventare tristi, grigi e smorti quando ti viene voglia di fare quattro passi per prendere un po’ di aria. Abbiamo un parco enorme non tanto distante dall’università. Davvero grande grande… posto tranquillo, rilassante…

E anche dentro alla città questi viali pedonali centrali che smorzano un po’ l’effetto traffico.

A 15 minuti dall’università, più vicino a casa nostra, quello che è Paseo Independencia. Un grande viale trafficato, fiancheggiato da due lunghi palazzoni bianchi lunghi lunghi lunghi, con dei portici. Zona di shopping, compere, ristorantini e baretti… il sabato pomeriggio il viale viene chiuso al traffico… zigzagare al centro del viale passando da un negozio all’altro, a guardare vetrine (soprattutto se i nostri fondi da bravi studenti universitari quali siamo non ti permettono di comprarti tutto quello su cui passi i minuti a sbavare in vetrina :o))… un po’ più su, passando per Plaza de Espana si sale per calle Alfonso I. è la via che porta direttamente alla piazza della basilica. All’inizio della via già si vedono alcune delle cupole della basilica… una via super illuminata e più fashion della città diciamo. Via bianca, unicamente pedonale, ai cui lati tanti tipi di negozi, bar baretti e localini, negozi di souvenirs… ecc ecc ecc.

 

Viette laterali… ristorantini tipici… gnam… non posso dire tutti puliti, non tutti buoni buoni, ma imparando a conoscere un po’ la zone si sa dove andare. La Republicana, ristorantino tipico di tapas e sangrìa… la foto della prima cena (e non ultima) che abbiamo fatto lì… quando ci viene voglia di qualcosa di tipico o vogliamo farlo conoscere a chi viene a trovarci.

Vietta appena prima della piazza… calle non mi ricordo che… Sse ci si va negli orari sbagliati è purtroppo super affollata. Il perché, una delle Churrerìas più buone della città. Churros y chocolate, altro cibo tipico spagnolo. E come cibo spagnolo che si rispetti, tanto olio, tanto fritto e super calorico. Sono una specie di frittelle allungate… di vari tipi e sorti oltre alle tradizionali… che si inzuppano nel cioccolato caldo e denso e si mangiano come “merenda”… si consiglia un pranzo ed una cena leggeri. Senza sentirsi in colpa no però… ma poi il cioccolato ha la meglio, e quindi si evita di pensarci.

 

E finalmente si arriva alla Plaza del Pilar… una delle piazze più grandi d’Europa… più larga che profonda. Inizia a sinistra con un grande monumento che sembra una cascata, con l’acqua che scende tutto il giorno formando un laghetto ritagliato nel piazzale. Un grande mondo “appoggiato” lì al centro, e a destra un monumento a Goya, al centro di un'altra costruzione fatta di scalini ed acqua. E di fronte a te la grande Basilica del Pilar. L’enorme campanile e le cupole gialle, bianche e azzurre. Basilica alta che sembra sempre incastonata in questo cielo azzurrissimo, senza nuvole bianche. Bella da vedere anche dai ponti che si possono attraversare dietro di lei, sul rio Ebro. Sconsigliati in giorni di vento. Impossibile resistere.

 

Durante la settimana del Pilar (la festa del patrono della città, ossia la Vergine del Pilar) ci sono varie manifestazioni folkloristiche, di danze e canti popolari del posto, quasi tutti vestiti con gli abiti tipici, bimbi compresi… e alla Vergine si portano delle offerte.

 

L’Offerta di fiori il 12 settembre… al centro della piazza una costruzione piramidale in ferro che verrà ricoperta da migliaia di fiori profumati portati dalle varie contrade che sfilano tutto il giorno tra le vie principali verso la basilica. Si forma così la “gonna della Vergine”, che è posta in cima alla costruzione. Il giorno dopo invece l’Offerta di frutti, che il giorno dopo vengono regalati ai poveri. E il giorno dopo ancora il Rosario di Cristallo, con la sfilata di carrozze di cristallo…

 

Tutto finisce la domenica sera con i fuochi d’artificio sul fiume… spettacolari!

E poi c’è il Casco Viejo… il quartiere di viette e viuzze proprio dietro al Pilar… zona di locali e discoteche della città. Come vuole la tradizione spagnola, per trovare vita in giro, non si dovrebbe uscire prima di mezzanotte… dall’una in poi è l’ideale (da lì gli orari strani). Vie piene e strapiene… gente che più o meno (a volte molto meno) regge l’alcool e affolla i marciapiedi, locali strapieni dove si beve o semplicemente balla, e purtroppo.. si fuma! A non esserci più abituati le prime volte risulta un trauma.

Tanta vita, tanta voglia di far festa, tanta voglia di conoscersi, tanti studenti stranieri… con accenti e parole strane a volte ci si diverte proprio a provare a capirsi. Ma lo trovo un bell’esercizio. Una volta che riesci a capire cosa dice qualcuno ubriaco dentro alla confusione di uno di questi locali, puoi sentirti orgoglioso. Dicevo… tanta gente straniera, Erasmus per lo più, alla quale i ragazzi del posto sono abituati e per questo riescono ad approcciare senza problemi, a fare due chiacchiere, a passare con gente nuova e diversa la loro serata…

 

E la sera (mmm… ogni tanto mattina) si torna a casa. Casa nostra… calle Doctor Cerrada, 24. Appartamento 1 izquierda. Appartamento che per noi è stato una fortuna… un posto dove riusciamo a sentirci comode, tranquille, …come a casa…

Il nostro grande salone… il nostro divano con la nostra copertina invernale. Il tavolo dove spesso controvoglia ci mettiamo a fare i compiti, ridiamo e scherziamo durante i pranzi, sede dei nostri aperitivi serali e dei nostri luuunghi caffè a tutte le ore, posto di abbiocco quando dalla stanchezza rimaniamo incantate di fronte alla televisione…

E alla fine… la mia camera camerina cameretta. Un letto, una scrivania, un armadio e un comodino. Il posto del “mio casino”. Il posto che ho tappezzato di foto e ricordi di amici che mi sono portata con me. Mi piace ogni tanto buttarci l’occhio, così per caso, e vedere che mi scappa un sorriso… siete belli da vedere… siete belli da ricordare…

 

A presto!

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

I nostri amici ci scrivono

Ciao a tutti!
Come alcuni di voi sanno da settembre a dicembre mi troverò qui in Spagna per uno stage linguistico con la mia università. Vivo con i miei 35 compagni di università e altri 638.800 abitanti a Zaragoza, capitale della regione aragonese, proprio a metà tra Madrid e Barcellona.
In questi mesi mi sto guardando un po’ intorno… uno sguardo alla cultura e alla gente spagnola, di cui non avevo mai fatto esperienza (e che, anche se per molti versi è molto simile a quella italiana, a volte è molto molto diversa e particolare), sto cercando di buttare uno sguardo anche agli stranieri che vivono in questo posto.
Sarà che non sono abituata alle grandi città… ma qui gli stranieri sono proprio tanti. A partire dai tantissimi studenti Erasmus che arrivano e partono di continuo, alle varie comunità immigrate che si possono trovare in giro.
Negozi e ristoranti cinesi e giapponesi praticamente ovunque, ristoranti di cucina tipica greca, turca, tailandese, … ecc. Persino i soliti “Ristoranti italiani”… dove viene garantita la migliore pasta e cucina made in Italy. Poi arriviamo noi italiani che una sera proviamo il gusto di riassaggiare i sapori di casa… e a partire dai proprietari e dalle cameriere argentine, colombiane,… niente ha il sapore di italiano. Ma al di là della delusione di riprovare una pizza come si deve (per non parlare del cappuccino!), queste cose fanno sorridere.
Tempo fa ho trovato un articolo nel giornale che parlava dell’integrazione degli immigrati che vivono in uno dei quartieri più conosciuti della città. Questa via, praticamente abitata per la maggior parte da stranieri, si trova al centro del Casco Viejo, quartiere proprio vicino alla piazza della basilica dove si trovano tutti i locali più frequentati dalla gioventù spagnola (che sfodera la propria voglia di fare festa nelle ore notturne a partire dal giovedì, serata feste Erasmus) e in particolar modo da tutti gli studenti stranieri che riescono facilmente a fare conoscenza con la gente del posto e ad unirsi ai festeggiamenti… :o)
Leggo questo articolo, via fin’ora mai sentita nominare, prendo la cartina e la cerco tra le vie che percorro spesso il fine settimana, e mi stupisco nel vedere che fino ad ora non ci avevo mai fatto caso.
E ora… tanto per rendervi partecipi un po’ della mia scoperta e un po’ per il fatto che pure qui la realtà migratoria è molto viva (non solo per un continuo via vai di sudamericani, come mi ero immaginata, ma anche per persone provenienti da tutte le parti del mondo)… vi traduco questo articolo… semplice… non ha niente di particolare, ma carino.
Tanto per cominciare…

Silvia