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Nazioni in festa a Saint Bernard de la Chapelle (Parigi) Trenta persone provenienti da differenti paesi si sono avvicendate al microfono, allo scambio della pace, per proclamare nella loro lingua materna lo slogan della giornata della “Messe des Nations”, svoltasi nella Parrocchia di St Bernard a Parigi. E l’annuncio era: “Ensemble, messagers de justice et de paix”, preso dalla liturgia del giorno (“Come sono belli sui monti i piedi del messaggero!”) e in sintonia con i versetti del salmo 84, che fa da filo conduttore all’anno pastorale (“Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno…”). Erano appunto una trentina le nazionalità rappresentate alla Celebrazione Eucaristica e alla successiva Festa che si celebra da più di 15 anni nella parrocchia di Parigi segnata nel 1996 dall’occupazione dei clandestini divenuta storica a causa della risonanza avuta e soprattutto della violenta incursione conclusiva della polizia. I classici “ingredienti” della Festa sono stati i canti, gli abiti, le danze e i cibi caratteristici dei diversi paesi e continenti. La chitarra e la voce di Fabiana, che ogni domenica anima i canti alla Missione Cattolica Italiana e fa catechismo a Saint Bernard, hanno dato un tocco tutto nuovo, accolto con entusiasmo e vivacità. Il clima particolarmente sereno, in cui si sono svolte la Messa e la festa, ha messo in evidenza la commozione di Denis, che sentiva tutta la chiesa cantare il Padre Nostro in lingua tamil o la gioia di Felix che non ha trovato nessuna difficoltà a far ripetere un ritornello togolese meditativo alla preghiera dei fedeli. Il “Signore pietà” in lingua vietnamita guidato da Tifal non è stato molto facile, ma la sua delicatezza ha rievocato un profondo senso di mistero e di spiritualità. Il coinvolgimento è stato molto spontaneo in occasione del “Santo” congolese, molto ritmato, ma anche del canto di comunione ivoriano proposto da Michel. Se volessimo ricordare tutti i canti e i cibi di questi paesi e di altri come il Senegal, le Antille, l’India, l’elenco sarebbe lungo, abbondante e …gustoso! Vorrei solo tentare di descrivere una mia sensazione personale. Essendo vicario a Saint Bernard da alcuni mesi, ho partecipato volentieri alla preparazione e alla celebrazione di questo momento. Diversamente dalle diverse edizioni di Feste dei Popoli vissute in varie regioni d’Italia, qui per la prima volta ero …dalla parte degli ospiti. Il momento magico è stato sentire persone di varie nazionalità e lingue, grandi e piccole, qui in un Paese in cui non si parla la mia lingua, tutti cantavano in italiano (e volentieri, pure), accogliendo la mia proposta e la mia lingua. Beh, oltre che a farmi piacere, tutto questo mi ha fatto sentire più vicino alla commozione di Denis, Tifal, Felix, Michel… e di tanti altri! E’ bello vivere attraverso dei piccoli gesti quell’accoglienza che abbatte molte barriere! Ancor più bello è creare l’occasione perché questo si realizzi! P. Gianni Borin
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