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Taizé a Ginevra
A loro varie personalità, rappresentanti le diverse confessioni cristiane hanno rivolto il loro saluto e incoraggiamento. Tra le tante riportiamo quella di papa Benedetto XVI che ha rivolto ai giovani un invito alla speranza, che è in grado di "cambiare il mondo", al perdono, divenendo artefici di pace. A tutti i giovani, che da tutta Europa si sono messi in viaggio per Ginevra, il pontefice ha ribadito che " solo il Cristo ci offre la chiave di una vera speranza, di una speranza che sorpassa ogni piccola speranza che possiamo avere, perché ci fa voltare verso l'avvenire e verso la felicità eterna verso la quale camminiamo ogni giorno, personalmente e come Chiesa".
Nel messaggio finale dell'incontro, frère Alois, priore della Comunità, ha chiesto ai presenti e a chi era collegato, grazie alle tante trasmissioni televisive in diretta, di ritrovare vie di unità in nome del Vangelo. "Come essere credibili parlando di un Dio d'amore se rimaniamo separati?", ha chiesto ancora ai giovani. "Non sprechiamo più tante energie nelle opposizioni, talvolta anche in seno alle nostre Chiese". La riconciliazione, ha poi aggiunto, non è una delle tante dimensioni del Vangelo, ne è lo stesso cuore. È la fiducia tra Dio e l'uomo che viene come ritrovata, trasformando le stesse relazioni tra gli uomini. Ai 10.000 ragazzi e ragazze svizzeri ai quali si sono uniti in questo fine anno coetanei di tutta Europa, tra i quali i più numerosi sono stati i polacchi (9.000), frère Alois ha chiesto di continuare lo stile delle veglie di preghiera che sono un "anticipo dell'unità". "È lasciare che lo Spirito Santo ci unisca già", ha sottolineato, proponendo infine di organizzarne in luoghi significativi: lungo le frontiere tra due Paesi, nelle carceri, nei quartieri dove la violenza è all'ordine del giorno, tra i bambini abbandonati. È questo a suo avviso il modo di "contribuire a una civilizzazione segnata dalla fiducia piuttosto che dalla diffidenza". Il priore ha concluso ricordando che nel 2008 i prossimi passi del "pellegrinaggio di fiducia sulla terra" si svolgeranno con un incontro di preghiera per i giovani del Kenya (novembre 2008) e nel prossimo incontro europeo che avrà luogo dal 29 dicembre 2008 al 2 gennaio 2009 a Bruxelles, in Belgio. Buon cammino!
Com'è bello che gli amici stiano insieme!Cosa sono venuti a cercare nella "materialista" Ginevra migliaia di giovani provenienti da vari paesi d'Europa, perfino dal lontano Est? Questi giovani sono diversi per lingua, cultura ed esperienze, eppure guardandosi negli occhi si accorgono di essere tutti sostanzialmente simili. Senza conoscersi, avvertono d'avere qualcosa di molto importante in comune...quel "di più" che a volte è difficile trovare con alcuni degli amici rimasti a casa e che ha fatto loro saltare i consueti festeggiamenti di capodanno. Chi è venuto qui a Ginevra, lo ha fatto semplicemente per fare spazio al Cristo, nella preghiera. Nei canoni meditativi, caratteristica della comunità di Taizé, le diverse lingue si succedono giocosamente, come in un ideale pellegrinaggio tra vari paesi ed epoche. Quello che dunque unisce tutti sembra proprio la speranza in Cristo Via, Verita' e Vita, e la volontà di edificare la propria esistenza su di lui, Roccia eterna. Un programma così non è privo di ostacoli, lo sappiamo. Per questo ci è sempre di conforto constatare che non siamo soli, che ci sono tanti altri come compagni di viaggio. Anche oggi, all'iinizio del 2008, possiamo dunque ripetere con S.Paolo: "Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte... per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio." (Eb 1,1).
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