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Lo Sca.Y.M. al X Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile.
Ormai al secondo anno dell’Agorà dei giovani italiani, i responsabili della Pastorale Giovanile diocesana e i rappresentanti delle varie associazioni e movimenti si sono dati appuntamento nella diocesi di Fidenza con l’intenzione principale di ridare uno slancio missionario all’attività di chi si impegna a camminare accanto ai giovani. Il tema centrale di questo incontro è stato “E si prese cura di lui (Lc 10). Incontrare i giovani fino agli estremi confini del mondo”, facendo riferimento non solo ai confini “lontani” che ci tengono separati da persone di altre nazionalità, ma anche quei confini che possiamo trovare all’interno delle nostre parrocchie, nei nostri gruppi, nelle nostre associazioni. Confini fisici e confini mentali, quindi; una riflessione che ci porta ad avere uno sguardo nuovo su quella che è la nostra vita e i nostri ambienti di tutti i giorni; è qui che deve avere estrema importanza l’ascolto e l’accompagnamento dei giovani. Ed è in questo momento che si rivela l’importanza delle figure degli educatori, ai quali si affida e viene affidata questa gioventù. È Papa Benedetto XVI che invita tutti gli animatori e gli operatori di pastorale giovanile a crescere tra di loro, ad avere la prontezza di lavorare insieme per creare una rete in cui convergano tutte le loro forze; una “rete educativa”, come è stata definita durante il convegno, il cui “filo rosso” è l’ascolto dei ragazzi e la fiducia che diamo loro. Dei ragazzi che, se amati e accolti, si dimostrano disposti anche a richieste esigenti. Ed è sempre il Papa che ci invita a reagire come chiesa a questa “emergenza educativa”, a continuare a formarci per essere punti di riferimento per questi ragazzi che a nostra volta andiamo a formare perché siano capaci di prendere con fede, coscienza e coraggio le loro scelte di vita. Che altro dire… l’invito a voi ragazzi di vivere una vita in cui sia Dio a occupare il posto centrale, perché in Lui possiamo trovare le risposte alle nostre domande, perché con Lui possiamo colmare quella sete di verità e di felicità che ha il nostro cuore. Silvia
... cosa ci portiamo a casa!? Durante i 4 giorni di convegno abbiamo avuto la possibilità di allestire uno stand con vario materiale informativo, che ci è servito per illustrare un po’ le attività ed il nostro impegno per i giovani a livello nazionale. Molto importante è stata la visita ragionata agli stand del venerdì pomeriggio in cui abbiamo potuto scambiarci delle opinioni e del materiale con gli altri convegnisti e con le persone degli altri stand. Gente e nomi fin’ora sconosciuti che finalmente abbiamo potuto scoprire e conoscere. Secondo me ritrovarsi a questo convegno è stato importante, anzi importantissimo, per l'intero mondo giovanile scalabriano perchè ci permette di trovare nuovo entusiasmo e arrichirci reciprocamente degli infiniti doni con cui lo Spirito Santo ricolma le nostre chiese. Uno dei messaggi che mi porto a casa da questa esperienza? Che il messaggio di Dio arriva ovunque e dove c'e un giovane lì non è più confine, ma centro del mondo. Lavorare con i giovani per i giovani… perché possano anche loro salire su quella barca, o perché no, su quel surf, con il quale potranno cavalcare senza paura le onde della vita. Nicola
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